Giuseppe Di Francesco
Presidente

 

È successo per la crisi economica iniziata nel 2008 e innescata dalla bolla speculativa finanziaria dei derivati sui crediti, sta succedendo ancora una volta oggi, con la crisi prima sanitaria e poi economica innescata dalla pandemia: mentre questo momento alimenta paura e insicurezza, nello stesso tempo crescono le disuguaglianze.

 

La pandemia ha travolto il pianeta

Insieme alle vite umane, ha travolto anche le nostre sicurezze, anche per chi pensava di averle per sempre acquisite, spesso alimentando una reazione di paura (del futuro, dell’altro) e di chiusura.

Allo stesso tempo, come documenta anche un recente rapporto di Oxfam, il virus ha messo in evidenza e acuito le disuguaglianze preesistenti sul piano economico e di genere: le donne hanno pagato la crisi prima e di più di chiunque altro, mentre continuava a crescere il differenziale di reddito tra la parte più povera e quella più ricca della popolazione mondiale.

I dieci uomini più ricchi del mondo hanno visto la loro ricchezza aumentare, dall’inizio della pandemia, di 540 miliardi di dollari, una somma che da sola sarebbe sufficiente a garantire il vaccino per tutti gli abitanti del pianeta e ad assicurare che nessuno cada in povertà a causa del virus.

Non salveremo l’ambiente del pianeta che abitiamo, non fermeremo l’ingiustizia, non riusciremo a fermare il virus che ci ha travolti, se non lo faremo insieme e per tutti.

 

Vi raccontiamo di Fairtrade

In questo report vi raccontiamo di come abbiamo costruito strumenti nuovi per supportare gli agricoltori e i lavoratori. Di come centriamo la nostra azione su pratiche di approvvigionamento rispettose dei diritti umani, che garantiscano un lavoro dignitoso e per il quale venga corrisposto un salario dignitoso.

I produttori Fairtrade vivono in comunità in cui gli ammortizzatori sociali sono carenti o non esistono, in cui i sistemi sanitari sono inadeguati o mancano del tutto, in cui spesso non è neanche garantito l’accesso all’acqua potabile e pulita: per questo la pandemia può avere su di loro effetti pesantissimi, e per questo l’approccio di Fairtrade si è mosso su due direttrici.

Con una azione di sostegno straordinario, di sollievo e resilienza, che è stata attivata sin dalle prime settimane di pandemia, istituendo fondi di soccorso destinati a sostenere da un lato le esigenze immediate degli agricoltori, dei lavoratori e delle loro comunità, dall’altro gli sforzi verso una ripresa economica a più lungo termine, su cui sono state convogliate le donazioni delle organizzazioni Fairtrade di tutto il mondo e di altri enti pubblici e privati.

 

Fare la spesa per cambiare il mondo

Ma è soprattutto continuando a far arrivare cacao, caffè, banane Fairtrade sulle nostre tavole, continuando ad acquistare prodotti Fairtrade per la nostra spesa quotidiana, che abbiamo continuato a sostenere i produttori.

Le filiere del commercio equo sono articolate e complesse, per tenerle aperte serve che i trasporti locali siano efficienti, che i porti funzionino e le navi viaggino, che le industrie agroalimentari di trasformazione siano attive …e che i consumatori possano andare a fare la spesa.

Garantire l’accesso al mercato è stato il modo principale per aiutare chi era più indifeso anche nei confronti del virus: ancora una volta trade not aid è stato il nostro strumento migliore per affermare diritti e contrastare le disuguaglianze accresciute dalla pandemia.

I buoni numeri di questo rapporto raccontano la misura in cui ci siamo riusciti, e ci riempiono di orgoglio.

 

Per una due diligence sociale e ambientale

Fairtrade rimane un instancabile sostenitore della regolamentazione nazionale e multinazionale sui diritti umani e sulla due diligence sociale e ambientale (HREDD), necessaria per garantire che nessun operatore economico sia in grado di eludere le proprie responsabilità senza conseguenze legali.

La protezione dell’ambiente non può essere separata dai diritti sociali ed economici, componenti essenziali della sostenibilità, la cui tutela deve competere innanzitutto agli Stati: questo è particolarmente importante per i piccoli agricoltori e i lavoratori vulnerabili, per le donne e per i bambini, le cui condizioni di vita sono peggiorate a causa della pandemia e che sono in prima linea nella crisi climatica.

Iniziative coraggiose e di successo come quella del commercio equo, protocolli di certificazione rigorosi come quelli di Fairtrade, indicano la direzione nella quale occorre muoversi, garantendo insieme diritti, salario e condizioni di vita dignitose, attraverso l’accesso al mercato a condizioni maggiormente eque.

La possibilità di riscatto è nelle nostre mani, nelle nostre scelte.

Possiamo e dobbiamo agire il cambiamento di cui parliamo, cittadini attivi e responsabili, organizzazioni, imprese: rimboccandoci le maniche, e insieme cambiando il mondo.